Appello

Appello: troviamo una data comune per manifestare?

E’ fine agosto fa caldo e molti sono ancora in giro o non hanno ripreso il ritmo dell’autunno. Ma quest’estate non siamo andati in vacanza. Sono alcune estati che non lo facciamo troppo impegnati a lavorare. Troppo stanchi e forse un tantino confusi sul come fare e dove andare. Sempre piú soli e sempre meno abituati al dialogo che è parlare si ma ANCHE ascoltare o meglio l’alchimia delle due cose. Una magia che sembra perduta.

Molti sono precipitati nel buco della povertá e si nascondono come talpe fra le mura affiorando in superficie e cercando disperatamente di non far vedere cosa accade dentro. Ma cosa accade dentro è giá da tempo tracimato ovunque come una fogna quando si rompe. C’è un odore nauseabondo provocato dal marcio che esce e scivola sulle strade e che sporca le nostre vite. Grida, scoppi, silenzi, rabbie, odi che si rivelano violenti fino alla morte alla eliminazione totale dell’avversario. Un guerra per mantenere i propri domini che peró nel frattempo non ha piú nulla su cui dominare ed è rimasta solo la sporca guerra. Per vincere in casa, a scuola, in tv, in politica. Tutti cotro tutti al massacro del nemico di turno e dei piú deboli e poveri sempre piu´numerosi ed indifesi che non sanno come difendersi e nel loro piccolo fanno uguale perché non sanno che altro fare. E’ andata via via sfumando ogni possibilitá di vita umana. Quella vita che permette con il pensiero e la parola saper pensare e dire belle cose e condividerle con gli altri e le altre in una natura compagna e non nemica. Quella vita che ci fa organizzare e strutturare l’intorno con bellezza, armonia e intelligenza.

Sta andando via l’estate nulla mai piú tornerá.

E spero proprio che quest’estate che non ci ha lasciati riposare la mente ed il corpo immersi nella melma delle urla, dei comunicati violenti ed imposti, del malaffare ormai neanche dissimulato.

L’autunno sta arrivando e c’è voglia di fare, di organizzare, di preparare. Un desiderio umano e naturale di ri-prendere la vita. Chi prepara il ritorno a scuola: una scuola dove non tutti i bimbi e le bimbe avranno le stesse opportunitá e dove quel mal di pancia del primo giorno di fronte al maestro o alla maestra nuovo è ormai abitudine alle fatiche di vita poiché molti di quei maestri e maestre non ci saranno e chissá dove sono andati. Di certo non al lavoro poiché di colpo non è piú un diritto ma un privilegio da spartire con dominio e prepotenza senza dignitá e fuori da ogni sentire umano della vita. Anche gli animali si riposano un certo momento del giorno e guardano il panorama spulciandosi carezzevoli fra loro. Ma noi non abbiamo piú da guardare. Il paesaggio quello con alberi e ombre di case bianche nella calura e d i grilli che cantano non c’è piú. E per molti non c’è piú la casa. Né tantomeno la possibilitá di vivere e far crescere serena la propia famiglia, un bene prezioso trasformato in luogo di violenza. dolore e sofferenza.

Il bello ed il buono sono spariti. Ogni cosa si fa difficile, complicata, stressante e molti hanno voglia di gridarlo. E molti vanno in piazza e si organizzano per dire non è questo il mondo che vogliamo. Via dalle nostre case e dalle nostre piazze la violenza, l’odio, il malaffare. Che entrino la pace, l’etica, la giustizia sociale ed il rispetto e l’amore per la Terra che ci ospita. Molti.

E molti in queste ore ma anche giá nelle stagioni ultime. stanno rispondendo con iniziative e si propongono manifestazioni per fine settembre, per ottobre e ancor piú in lá. Ogni gruppo ha voglia di gridare, di dire, di tornare a camminare nelle piazze nella speranza che chi sta nella torre d’avorio apra la finestra e esca dalla porta, finalmente.

Cerco di organizzarmi e prendo appunti. Il 25-26 settembre con Grillo, il 2 ottobre con il Popolo Viola, gli scioperi dei sindacati, gli incontri con i leader dei partiti di opposizione…scrivo, prendo appunti. Mi Manca spazio, spazio per la parola degli altri e delle altre, quelli e quelle messi in silenzio e desaparecidos: le donne, gli anziani, i piccoli, i giovani, gli stranieri, gli zingari, i meridionali…in definitiva tanti,  tutti e tutte quelli che sono poveri e deboli e che non appartengono al gruppo privilegiato e poco numeroso dei ricchi.

Poi mi fermo. Ancora una volta non riusciamo a dialogare, a metterci daccordo. Ancora una volta non riusciamo a far convergere la necessitá di vita umana, onesta e pacifica, che pulsa nelle nostre vene umane con la capacitá del notro pensiero di trovare soluzione alle difficoltá con il cuore.

Allora ecco il mio appello a tutti e tutte noi perché l’autunno ci veda lasciare le grida e ci trovi pronti al dialogo, allo scambio del pensiero e  della parola come fine ultimo dell’incontro per poter tessere la vita.

Chiedo e propongo che tutti e tutte che ci si metta a parlare e ascoltare e che si trovino le ragioni per una manifestazione unica, organizzata tutte e tutti insieme, piccoli e grandi, in nome del bene comune e della libertá. In nome della partecipazione che ha senso se è quella di tutti e tutte.

Lo chiedo soprattutto a quelli che hanno piú visibilitá e per questo il potere di gestire e spingere verso questa convergenza come alta responsabilitá sociale ed etica verso tutti gli altri esseri umani. Lo chiedo a Grillo, al Popolo Viola, ai movimenti per l’acqua o antimafia e per la pace, a De Magistris o a Vendola, a coloro che hanno dominato e debbono capire di aver sbagliato, ai leader di quei partiti e sindacati che non hanno saputo gestire il potere, a quella parte di sindacati e partiti che vogliono esserci in nome dell’etica, la pece e la vita per tutti e tutte.

Chiedo di avviare il dialogo verso la giustizia sociale e civile INSIEME, per uscire dal baratro in cui ci hanno messi e delle cui regole siamo spesso vittime consapevoli ed inconsapevoli.

Una manifestazione unica dove portare tutti e tutte, una festa, vicini e lontani, piccoli e grandi facendoli uscire dalle tane dove camminare insieme verso pace, libertá, diritti, con allegria ed i palloncini colorati da lanciare in cielo e conoscersi e parlare con chi ci cammina vicino. Una manifestazione dove rimettere al centro tutti e tutte dando senso al ME NE IMPORTA di te e magari con modalitá organizzative diverse fuori dagli schemi della massa che marcia tanto facile all’attacco delle logiche di dominio.

Bisogna liberarsi ora dalle logiche del dominio, dalle pulsioni animali che ognuno di noi sente e lasciare agire l’umano che è in noi.

Ecco sogno una manifestazione che riunisca e sia tutto questo. E che poi torni a casa e continui nei quartieri, nelle cittá, nelle campagne, nelle case, nella scuola, al lavoro. tra piccoli e grandi, tra donne e uomini. Perché ogni luogo sia umano e libero. Ogni luogo sia vita.

Chiedo soprattutto a chi ha il potere delal gestione e della visibilitá di non farlo diventare dominio e che metta se stesso al servizio dell’umanitá.

Con speranza

Elisabeth

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1 Response to “Appello”


  1. 1 pepperminteli 7 septiembre 2010 en 12:46

    hoy alguien ya no está con nosotr@s no le olvidemos…


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