Eduardo Plana, un cantautore italiano a Madrid.

Siguen las entrevistas (es en italiano ¿Alguien se anima a traducirla al español?) sobre vida y obras de italianos e italianas que viven en Madrid.

Edoardo Plana es un cantautor que presenta un espectaculo en la Sala Clamores con canciones de autores italianos de la segunda mitad del siglo XX. Una ocasión para celebrar los muchos motivos de ser Italia a 150 años de su dificil unificación, una democracia antifascista que parece haber perdido sus valores.

Edoardo habla de esto y mucho más con su amigo Marco Cristofori, fotografo y presidente de ANPI Spagna (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) que en estos días celebra su Congreso Nacional en Turin, renombrando valores como la memoria historica para poder construir democracia, tolerancia y por supuesto basado en el Antifascismo (www.anpi.it). Marco es hijo de un partisano italiano y por eso despues de muchos años y de las difucultades que encuentra la verdad historica a hacerse un hueco entre propaganda y populismo, como muchos otros y otras, ha querido volver a apostar por esta institución. En un año se han inscrito millones de ciudadanos y ciudadanas sobre todo jovenes en muchas ciudades italianas y en el mundo. Un testigo de la capacidad de este pueblo de llevar consigo sea donde sea sus luchas y sus visiones de democracia y lucha por la libertad.

Grazie Edoardo e Marco.

Edoardo Plana con Claudio Gabis. I cantautori italiani. 7 aprile alle 21:30. Sala Clamores. Albuquerque 14, Madrid. Metro Bilbao. Ingresso 10€

(Entrevista de Marco Cristofori, 21 de marzo de 2011)

-Ma dove vai con questo scaldabagno?-

-A vedè er Barça.- Mi risponde Edoardo scendendo da uno scooterone che ha il posto pure per la carrozzina.

Ci siamo dati appuntamento al bar di piazza Buenavente dove vediamo sempre le partite della più grande squadra della storia del calcio.

Oggi danno Barcellona-Arsenal, ottavi di champions. Il Barça ha perso a Londra per 2-1.

-Questa partita è in salita, Edo…-

– Macchèèè, abbiamo la pulga atomica, vedrai…-

In realtà ci vediamo anche per parlare del concerto che sta organizzando Edoardo Plana Gatteschi, cantautore, ripeto autore. Non solo canta benissimo e suona divinamente, scrive pure.

Ci sediamo su due sgabelli con uno schermo 42 pollici che ci incombe sulle teste mentre Messi tocca la prima palla e viene subito steso da Djourou. Punizione per i catalani.

-Che fai lasci il lavoro e ti metti a fare il musicista? -Magari!- risponde.

-Se non c’avessi famiglia vedresti tu….lo sai che per anni ho vissuto di questo, facevamo concerti con il mio gruppo in tutta Italia, mai una cover, solo pezzi nostri. Una volta mi ritrovai sul palco di Videomusic a Piazza Maggiore a Bologna con Lucio Dalla, Guccini, Teresa De Sio, mi tremavano le gambe. Facemmo una mia canzone, “1492 nessuna mai ricorderà”.

– E poi?- – E poi, e poi…l’amore, la moglie, il figlio e il lavoro. Sono contentissimo della mia vita ma mi mancava la musica e allora eccomi qua di nuovo in scena con la mia chitarra.-

La birra di Madrid è buonissima, aria fresca per la gola, ma il risultato non si sblocca. I gunners fanno muro e il Barça non trova l’ariete per sfondare la porta.

Siamo già al 35esimo.

-Preoccupato?-  – Macché… ora ci pensa la pulce-

– A proposito, ma perché sei del Barça? In fondo vivi a  Madrid!-

-Nelle mie vene scorre sangue catalano, mio padre è di Matarò (Barcellona)-

– E festeggi l’Unità d’Italia con il concerto, tu che non sei nemmeno tutto italiano?- gli dico sfottendolo.

-Sono pisano vengo dalla culla della lingua italiana, non so se mi spiego… C’è stata l’opportunità di avere il patrocinio per i 150 anni del Risorgimento e sono onorato di mettere la bandiera italiana sul manifesto, è un modo come un altro per dichiarare un’appartenenza, per sentirsi partecipe…-

– Dai dimmi un po` del concerto: chi siete, che suonate, che qui il Barça, la vedo male, siamo quasi alla fine del primo tempo e non si vede luce!-

-Faremo canzoni mie e poi del papa dei cantautori italiani, non so nemmeno se sono degno di pronunciarne il nome…vabbè, dai… De Andrè e poi Guccini, Fossati e De Gregori.-

Birretta per il secondo tempo, la coppa è ghiacciata e quando la si tocca cola la gocciolina che separa la condensa come un rivolo di mare nella bassa marea.

-La band in alcuni brani arriva a nove componenti, di base siamo sei, tutte bestie…….goooool, gooool!!!- urla il cristone di quasi due metri per cento chili

– e andiamoooo, te l’avevo detto, la pulga atomica ha colpito ancoraaaa!-

In effetti, un’azione magica di Iniesta: se ne mangia due con la palla incastonata al piede,  allunga un passaggio smarcante per Messi che deve scavalcare il portiere con un primo tocco e di sinistro insacca a porta vuota con la bordata finale.

Siamo al quarto del secondo tempo, comincia la macarena.

-Dicevi…quindi come ai vecchi tempi: Guccini, De Andrè, manca solo la sinistra rivoluzionaria e le scritte Cossiga boia con la kappa… ma che succede in Italia facciamo come i gamberi, andiamo indietro?- Edo si gira e mi fissa -Rispetto a quei tempi oltre alla voglia di fare le cose, le condizioni di vita erano migliori, il potere d’acquisto era più alto e in più potevi permetterti anche di sognare. Oggi dobbiamo riconquistare tutti gli spazi; dalla piazza ai diritti, dalla cultura al sogno. Porc…!-

Mi inchiodava con gli occhi e non ha visto l’ autorete di Busquets di testa su corner dei londinesi, imprendibile per Valdes.

Le cose per il Barça si mettono veramente male, ci vuole il miracolo, ci vuole San Leo al suo meglio.

-Ce la fai a parlare??- Gli chiedo timidamente. –Ma si dai…ora li schiacciamo- risponde sicuro. -Mi dicevi dei sogni, della lotta, che fai tu per sentirti partecipe, oltre a mettere il tricolore sul manifesto?- Si fa serio e afferma  -Io, nel mio piccolo sono iscritto all’Anpi, l’associazione dei Partigiani, stiamo lanciando la sede di Madrid perchè crediamo che bisogna ripartire dalle basi: la democrazia, la Costituzione e l’antifascismo. Il governo non fa che mettere in discussione questi pilastri e allora noi facciamo diga, bastione, torre di controllo….guarda, guarda questo!-  Ancora boccino Iniesta: mette letteralmente a sedere due giocatori, appoggia a Villa che triangola la palla in favore di Xavi per la comoda sistemazione alle spalle di Almunia, il malcapitato portiere dell’ Arsenal. 2-1. Che squadra! Pura poesia del calcio. L’estetica al servizio del pallone.

– Ok, ormai è quasi fatta, si va ai quarti, ma dimmi, dov’è il concerto? -Ancora inebedito dalla magia di Iniesta, Edoardo non fa in tempo a rispondermi che Koscienly sdraia Pedro in area: rigore. E’ Leo Messi che prende in consegna la palla per la trasformazione. Un’occhiata, un gesto, un tocco: la palla è in rete alla destra del portiere stregato e immobile sul posto. Spiazzato fino all’impotenza sul proprio corpo. 3-1 al 70esimo. Ora si che è in discesa.

Finalmente rilassato Edo mi dice che il concerto si fa alla sala Clamores  e che costa 10€.

–Del resto siamo in 9 più il locale.- Dice, come a giustificarsi per il prezzo.

-Che si fa, un’altra birra? Invito io.- Gli dico -No la Sandra è sola, vado a casa, va…-

-Ciao culè pisano, ci vediamo ai quarti, no che dico…prima c’è il concerto.

Edoardo Plana con Claudio Gabis. I cantautori italiani. 7 aprile alle 21:30. Sala Clamores. Albuquerque 14, Madrid. Metro Bilbao. Ingresso 10€

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