Da Madrid sbarca un’altra Italia

25 – 29 giugno 2010

Diario di viaggio

Prima della partenza.

Andiamo non andiamo?

Da Gennaio abbiamo saputo dell’idea de Lo Sbarco nata da un gruppo di italiani e italiane che vivono a Barcellona. Tra gli italiani e le italiane che vivono a Madrid ci sono dubbi, perplessitá, entusiasmi, aspettattive. A qualcuno il manifesto sembra troppo generale e poco aperto ad altre realtá fuori e dentro le problematiche e difficoltá della cittadinanza italiana. Ad altri e altre sembra l’occasione per conoscersi e aprire a quell’altrove. Ci sentiamo con il gruppo di Barcelona via skype ed Elisabeth approfitta della sua presenza nella cittá catalana per scambiare idee. Conosce Andrea, Stefano e Caterina che la fanno sentire a casa sua soprattutto Caterina che la ospita.

Passano i mesi e nella cittá si concretizza la piattaforma A Madrid si muove un’altra Italia, una rete di associazioni, gruppi e cittadini e cittadine che vogliono partecipare ed essere attivi nel politico-sociale. Lo fanno e si attivano intorno ad una campagna di sensibilizzazione su legalitá e mafie per la societá spagnola meno consapevole dei pericoli non solo politico-economici ma soprattutto in campo sociale e psicologico. Incontri con vittime di mafie, responsabili di progetti di legalitá, procuratori antimafia, giornalisti, una compagnia teatrale con uno spettacolo sull’ndrangheta, cinema, musica con i Modena City Ramblers e i Malarazza. Incontri che rafforzano e allacciano relazioni e idee tra le persone che lo rendono possibile e chi si avvicina.

Dopo la campagna ci si incontra, ci si conosce tra noi e con altri e altre realtá nel territorio e sulla web, si lanciano idee.

Tra queste alcuni e alcune riprendono l’idea di partecipazione a Lo Sbarco e si riparte. Si riprendono contatti, si vede la possibilitá logistica del viaggio da Madrid a Barcelona- Genova e ritorno, si organizza un parti-aperitivo per raccogliere fondi tra i tifosi e le tifose che vivono a Madrid. Si fa un video di adesione che peró si perde. Manca ancora organizzazione ed assunzione di responsabilitá. Prove di miglioramento. Si invia adesione scritta al manifesto de Lo Sbarco con un testo da linkare sul nostro blog e apparso sulla pagina web de Lo Sbarco.

Difficoltá logistiche per realizzare il nostro logo per l’iniziativa, siamo tutti e tutte superimpegnati con lavoro e studio. Alla fine riusciamo a realizzarlo grazie a Roberta e Caterina e a pubblicarlo nelle nostre pagine web e sul cartello che ci accompagnerá per il viaggio. Ma non facciamo in tempo a stamparlo sulle magliette (ce le regaleranno due i compagni e le compagne de Un’Altra Italia- Barcelona)

Alla fine partono solo Elisabeth e Riccardo in macchina verso Barcelona e la nave dei diritti nel pomeriggio del venerdí 25 giugno. Marina con i suoi piccoli Martino e Camillo sono giá in Italia e ci raggiungeranno sabato 26.

Venerdí 25 giugno.

La mattina si lavora ancora e si preparano le poche cose necessarie da portare: sacchi a pelo, frigorifero portatile per acqua e derrate fresche, i volantini del gruppo, pennarelli e cancelleria varia tra cui una spillatrice pesantina ma che si scoprirá senza puntine sulla nave all’ora di prestarla, la stampa delle mail con i dati dei biglietti.

Si mangia rapidamente e si carica la macchina. Si parte alle tre direzione Porto di Barcelona e la Nave dei Diritti. Calore e partite dei Mondiali del Sudafrica nelle orecchie durante tutto il viaggio. Ci rendiamo conto che i commentaristi della radio spagnole non sono il massimo, non commentano i passaggi e chiacchierano d’altro fra loro ma ci sente partecipi di un mondo ed una esperienza verso il diritto alle libertá che vengono in diretta dal paese che é riuscito ad lottare per i diritti di molti e che ha come simbolo un piccolo grande uomo come Mandela.

Si arriva al Porto durante la partita della Spagna. Attraversiamo una Barcelona quasi deserta. Ci aspetta Omar con il suo sorriso per darci un pacco diretto alla sua compagna Marta che vive a Genova e ci ospiterá. Scambi di conoscenze e favori.

Si parcheggia nel porto giá nella fila per l’imbarco macchine sulla nave. Non siamo molti ma identifichiamo un furgone del Teatro Carillon, una macchina ha un cartello de il Popolo Viola Genova. Sicuro che fanno parte de Lo Sbarco. Mettiamo il cartello Da Madrid sbarca un’altra Italia in bella vista sulla macchina. Andiamo allo sportello della compagnia per ritirare il biglietto. Non c’é molto movimento. Poi ci accorgiamo che un gruppo di persone é sulla piazza antistante. Sono de Lo Sbarco e stanno ballando, suonando, cantando e facendo conoscenza. Lo facciamo anche io e Riccardo. Ci riconosciamo con alcuni ed alcune e con i compagni e le compagne di Un’altra Italia – Barcelona.

Ci si muove verso l’edificio d’imbarco. Debbono ancora ritirare il biglietto. Si forma un lungo serpentone allegro e chiacchierone. Si scopre che la nave ha ritardo. Sta arrivando dall’Africa. Dalla Cittá di Tangeri. E ci sembra un segno importante condividere un viaggio in una nave piena di migliaia di storie raccolte lungo i suoi tanti viaggi sul mar Mediterraneo.

Molti i bambini e le bambine cha al principio cantano, ballano e giocano poi piano piano come molti adulti si cercano un angolino per riposare corpo e mente in attesa.

E’ mezzanotte e la nave si avvicina al porto. Si fa sempre piú grande. Ha molti piani. Si vedono molte persone affacciate come in grandi balconi condominiali.

Molti sono vestiti con tuniche multicolori. Penso che vengono dall’Africa e ne portano i colori e gli odori. Un thé alla menta in un caffé di Tangeri di tanti anni prima. Cominciano a scendere uomini e donne, bambini e bambine a piedi e in macchina. Molti furgoni stracarichi di cose e persone. Passa uno pieno di mobili in ferro battuto di grande qualitá e design. Il nuovo stile d’Europa. Passa un SUV con targa e numeri arabi. Alla guida una giovane donna molto elegante.

Dall’Europa d(i)ritti in Italia

dice uno striscione de Lo Sbarco, ma forse i diritti arrivano dritti da terre e umanitá apparentemente lontani ma forse piú vicini di quanto pensiamo. Ce ne siamo accorti?

Elisabeth Donatello (1. segue)

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